Gli ebrei reggiani dal 1859 al 1918

A cura di Alberto Ferraboschi

 

La seconda guerra d’indipendenza segnò la fine del regime austro-estense e l’ingresso di Reggio Emilia nel nuovo contesto nazionale. Con l’annessione al regno sabaudo e l’emanazione del decreto del 15 giugno 1859, confermato nel settembre successivo dal “dittatore” Luigi Carlo Farini, gli ebrei reggiani ottennero l’attribuzione dei diritti civili e politici. La parificazione interessò 1.068 israeliti, suddivisi tra le comunità di Reggio Emilia, Correggio, Novellara, Scandiano e Guastalla. Nei decenni successivi il numero degli ebrei subì una costante diminuzione, in quanto diversi nuclei familiari si trasferirono in altri centri urbani dell’Italia settentrionale.

L’apertura del ghetto e la fine dell’antico sistema delle discriminazioni favorirono l’integrazione all’interno del tessuto sociale. Dall’ebraismo reggiano del secondo Ottocento uscirono personalità di punta della vita intellettuale ed artistica locale come il pubblicista Camillo Grassetti, il giurista Aronne Rabbeno, il figlio Ugo, teorico e studioso del fenomeno cooperativo, il musicista Alberto Franchetti. Nonostante l’impegno culturale e l’accesso alle professioni, gli ebrei continuarono a rimanere ancora impegnati nelle tradizionali pratiche mercantili e finanziarie. Non mancarono poi di investire in terreni, grazie soprattutto alla vendita dei beni dello stato e dell’asse ecclesiastico del 1866-67. Questo protagonismo si riflesse anche sul piano urbanistico, con la realizzazione a Reggio di importanti interventi edilizi e la costruzione di prestigiosi palazzi.

Gli ebrei entrarono così a pieno titolo nella vita pubblica locale, diventando parte integrante della élite borghese che guidò le sorti della città e provincia nel secondo Ottocento. Infatti, l’ebraismo reggiano espresse personalità di rilievo della classe dirigente locale attraverso autorevoli esponenti del notabilato liberale come l’avv. Alessandro Liuzzi, l’ing. Fortunato Modena, il cav. Pomponio Segrè e soprattutto Ulderico Levi. Quest’ultimo, protagonista della vita economica e politica locale tra Otto e Novecento, fu uno dei principali esponenti del moderatismo reggiano del secondo Ottocento nonché uno degli animatori del blocco antisocialista del 1904. Analogamente la comunità di Correggio partecipò attivamente alla vita politica locale: tra il 1888 e il 1905 Prospero Finzi e l’ing. Isaia Sinigaglia furono più volte assessori comunali.

Alla prima guerra mondiale parteciparono 14 ebrei di origine reggiana. A questi sono da aggiungere due ebrei reggiani d’adozione e decorati per meriti di guerra: Giulio Blum (arruolatosi volontario a 62 anni cadde nel 1917 ottenendo la medaglia d’oro al valor militare) e Raimondo Franchetti jr. (conduttore d’autoblindo fu insignito di medaglia d’argento).

 

Bibliografia essenziale
Gli ebrei a Reggio Emilia nell’età contemporanea tra cultura e impegno civile, in “Ricerche Storiche”, n. 73, 1993;
1859-2009 – 150° anniversario della emancipazione ebraica, in “Bollettino Storico Reggiano”, n. 140, 2009;
A. Ferraboschi, Borghesia e potere civico a Reggio Emilia nella seconda metà dell’Ottocento (1859-1889), Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003;
L. Padoa, Le comunità ebraiche di Scandiano e di Reggio Emilia, Firenze, La Giuntina, 1993.