Lazzaro Padoa

A cura di Antonio Zambonelli.

 

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Lazzaro Padoa

Sotto il magistero del professor Lazzaro Padoa sono passate generazioni di allievi che lo ebbero docente di latino e greco al Liceo classico “Ariosto” tra il 1948 e il 1977.

Nato a Reggio Emilia il 26 agosto 1915 dal ragionier Dante e da Ebe Almansi, ebrei di probabile origine sefardita, Lazzaro Padoa visse l’infanzia e la giovinezza perfettamente inserito nell’ambiente non ebraico di Scandiano e di Reggio.

Studente di lettere classiche all’Università di Bologna, Padoa si laureò nel 1938 con una tesi sul poeta greco Pindaro. Chiamato al servizio militare, frequentò il corso allievi ufficiali e ottenne la nomina a sottotenente di complemento in fanteria. Ma nel frattempo erano state emanate le leggi razziali: come conseguenza, nel gennaio 1939 venne dispensato dal servizio militare e posto in congedo assoluto. L’amarezza e l’umiliazione subite furono ulteriormente aggravate dalla applicazione di altre norme antisemite: licenziamento del padre dall’impiego di capo ufficio ragioneria alle poste, escomio dall’appartamento degli impiegato postali di Via Cagni, impossibilità, per lo stesso Lazzaro, di accedere all’insegnamento nelle scuole di stato. E questo nonostante che nel 1942 avesse superato gli esami di abilitazione all’insegnamento nei licei.

Da quel momento Lazzaro cercò di sostenere il bilancio familiare dando qualche lezione privata a studenti liceali. La situazione, per i Padoa come per gli altri ebrei, si fece però ancor più drammatica dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione nazista e la nascita della Repubblica sociale.

La famiglia Padoa, composta da Lazzaro, dalla sorella Vera, dai genitori e dalla zia materna Benvenuta Almansi, si rifugiò sull’appennino reggiano, trovando ospitalità nella borgata Montecchio di Costabona, nel comune di Villa Minozzo, sotto la protezione della maestra Fioroni. Qui l’otto agosto 1944 morì il padre di Lazzaro e la sua salma venne inumata nel cimitero locale. Nel dopoguerra verrà poi traslata nel cimitero ebraico di via della Canalina.

Dopo la Liberazione Lazzaro ebbe incarichi provvisori come insegnante al liceo classico di Reggio e in scuole di Piacenza. Nel 1949 poté partecipare ad un concorso speciale per perseguitati politici e razziali e ottenne in conseguenza la cattedra di latino e greco presso il liceo classico di Reggio, dove fu insegnante dal 1952 al 1977, anno del suo pensionamento.

Padoa dedicò gli anni seguenti, oltre che a coltivare le sue antiche passioni per la filatelia, l’astronomia e la coltivazione di un piccolo orto sotto casa, alla continuazione di quel puntiglioso scavo nella storia dell’ebraismo reggiano che si concretizzò in una serie di preziosi studi. Scrisse la Storia di una piccola comunità ebraica: Scandiano (pubblicata la prima volta sulla rivista “La Rassegna mensile di Israel” nel 1967), Gli ebrei a Scandiano al tempo dei BoiardiIl cimitero ebraico di Scandiano.

Relativamente alle comunità di Reggio e di Modena, Padoa produsse i seguenti studi: Le università ebraiche di Reggio e Modena nel periodo 1796-1814Una lettera di Moisé Beniamino Foà e l’opera di Beniamino Formiggini nell’età napoleonica per il rinnovamento dell’educazione ebraicaIl problema dell’educazione nella comunità ebraica a Reggio Emilia durante la RestaurazioneUna famiglia ebraica nei territori estensi: i FormigginiNotizie sul cimitero israelitico fuori città di Reggio Emilia.

L’insieme di questi studi è stato raccolto in un unico volume della casa editrice Giuntina nel 1993 a cura di Giuseppe Anceschi, uno degli allievi che Padoa ebbe al liceo classico di Reggio.

Lazzaro Padoa è morto a Reggio il 5 gennaio 1991.