Novellara

A cura di Gabriele Fabbrici.

 

Sinagoga Novellara

Soffitto della stanza un tempo adibita a sinagoga in Casa Nàmias a Novellara

Novellara fu sede di un’antica e numerosa comunità ebraica fin dall’ultimo decennio del Quattrocento (1491), quando Mosè di Gaio della Mirandola ottenne la cessione di una parte degli introiti del mulino di Novellara, forse a titolo di ripianamento di un debito contratto dai Gonzaga con lo stesso Mosè.

Nel corso del primo quarto del Cinquecento la famiglia di maggiore spicco dell’ebraismo novellarese fu certamente quella dei Levi da Rivarolo, a cui succedettero i da Pesaro, i quali, per circa due secoli, furono banchieri e amministratori dei beni terrieri dei Gonzaga, nonché loro rappresentanti a Mantova e agenti incaricati di seguire i più importanti lavori edilizi a Novellara (come la costruzione del teatro all’interno della Rocca nel 1567-68).

Il quartiere d’elezione degli ebrei locali era denominato “Isola dei Ghetti” (odierne via Vittoria di Capua e via San Bernardino) e nel Cinquecento le loro abitazioni erano adiacenti e talvolta confinanti con quelle di alcuni dei principali maggiorenti della comunità cristiana, non ultima la contessa Donna Vittoria di Capua Colonna Gonzaga. La sinagoga, abbandonata nel 1633 in occasione dell’avvicinarsi delle truppe spagnole, venne riaperta nel 1655, nonostante l’opposizione dell’Inquisitore di Reggio. Probabilmente era ubicata in casa Namias dove ancora esistono, sebbene oggi ricoperti di pittura bianca, affreschi con stemmi araldici e frasi tratte dal Pentateuco ed un vano presumibilmente destinato ad Aron ha-qodesh.

Vicino alla sinagoga vi era il piccolo cimitero, con accesso dalla Contrada del Pallone (oggi via del Popolo), poi abbandonato nel XX secolo. Di altri due cimiteri si hanno notizie storiche, uno nella Contrada delle Monache (sempre all’interno dell’area castellana), un altro presso il Mulino di Sopra. Tra Seicento e Settecento, nonostante casi di proselitismo e conversioni forzate, i rapporti con i cristiani rimasero sostanzialmente buoni. La ventata libertaria francese ebbe come esito la cospicua partecipazione ai moti risorgimentali e alla vita politica locale post-unitaria, dividendosi equamente tra partiti della destra storica e dell’area socialista. Area cui apparteneva Carlo Segré, nato nel 1866, che era solito definirsi l’ultimo ebreo di Novellara dopo che nel 1913 era morto Giuseppe Namias, custode della Sinagoga. Il 6 giugno 1939, amareggiato dalle leggi razziali e dalle ingiurie di fascisti locali, dopo avere scritto una nobilissima lettera ai suoi figli (cristiani), decise di suicidarsi con il veleno. Con lui ebbe tragicamente fine la presenza israelitica a Novellara.